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La street art è sempre più fragile: arrivano le linee guida per proteggere il patrimonio urbano
Photo by Muhd Asyraaf

La street art è sempre più fragile: arrivano le linee guida per proteggere il patrimonio urbano

L'università di Pisa ha studiato un progetto (SuPerStAr) che parte dalla chimica per proteggere una forma d'arte a rischio. Ecco come

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by Pina Di Prisco

L’arte urbana è sempre più apprezzata nella penisola italiana, tanto da essere ormai riconosciuta come parte integrante del patrimonio culturale contemporaneo. Eppure, la street art si conferma una presenza fragile nelle città italiane, minacciata da degrado, vandalismo e agenti atmosferici.
Per proteggere questa ricchezza, l’Università di Pisa ha diffuso per la prima volta una serie di linee guida per proteggere l'arte urbana, attraverso soluzioni innovative e sostenibili. Le indicazioni sono il risultato di SuPerStAr (Sustainable Preservation Strategies for Street Art), un progetto PRIN2020 coordinato dall’Ateneo pisano e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca che ha coinvolto altre quattro università italiane (Torino, Bologna, Milano e Venezia) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con il supporto di enti e amministrazioni locali. 

La sfida è partita dall'approfondimento chimico e, in particolare, dal gruppo guidato dalla professoressa Francesca Modugno del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa. Nei tre anni del progetto, ricercatori e ricercatrici hanno testato e validato tecniche e protocolli sui più importanti murales in tutta Italia: “Tuttomondo” (1989), una delle opere più iconiche di Keith Haring, situata su una parete del Convento di Sant’Antonio a Pisa; “Necesse” – SMOE (2021) realizzato a Milano dopo la pandemia su una parete di 1300 metri quadrati; Alessandro Caligaris e Mauro 149 (2013), parte del primo museo a cielo aperto dedicato alla street art in Italia. Qui sono partite le prime indagini e le prime campagne di analisi spettroscopiche per monitorare il degrado e testare nuove strategie di conservazione.

Le strategie di conservazione e di valorizzazione della street art sono ancora oggi lacunose e lontane dall’essere chiaramente definite – spiega Francesca Modugno – il progetto rappresenta una svolta da questo punto di vista. Le linee guida sviluppate si basano su un approccio scientifico multidisciplinare e tengono conto di diversi aspetti legati alla protezione, al monitoraggio e al restauro delle opere urbane”.

Si parte dalla documentazione e dal monitoraggio attraverso fotografie ad alta risoluzione, rilievi multispettrali e analisi chimico-fisiche per identificare i materiali utilizzati e tecniche pittoriche impiegate. L’utilizzo di sensori, immagini satellitari e rilievi spettroscopici, poi, individua precocemente i fenomeni di degrado: sbiadimento dei colori, distacco della pittura, contaminazioni biologiche. Infine, si procede con i metodi di pulizia e protezione. SuPerStAr, ad esempio, ha sperimentato sistemi con laser selettivi e metodi a basso impatto ambientale basati su solventi green per rimuovere graffiti vandalici senza danneggiare la pittura originale. Una ulteriore linea di ricerca ha riguardato la protezione delle opere dall'umidità e da inquinanti atmosferici, grazie all’applicazione di elementi protettivi.


Fondamentale è il coinvolgimento delle amministrazioni locali, della comunità e gli artisti. Solo così possiamo sensibilizzare sul tema e stabilire interventi preventivi a più livelli – sottolinea la professoressa Ilaria Degano, membro del team di ricerca del Dipartimento di Chimica – la speranza è che grazie a SuPerStAr, la conservazione della street art entri in una nuova fase di consapevolezza scientifica, garantendo che le opere più importanti di questo patrimonio urbano possano essere preservate per le future generazioni”.

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by Pina Di Prisco

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